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Cultura dell’apparenza

Cultura dell’apparenza «Fratelli miei, la vostra fede nel nostro Signore Gesù Cristo, il Signore della gloria, sia immune da riguardi personali.  Perché, se nella vostra assemblea entra un uomo con l’anello d’oro, vestito splendidamente, e vi entra pure un povero con vesti sudicie, voi avete riguardo a quello che veste splendidamente e gli dite:  “Tu, siedi qui in un posto onorevole” e al povero dite: “Tu, stattene là in piedi o siedi in terra accanto al mio sgabello”, non fate in voi stessi una discriminazione e non diventate giudici dai pensieri malvagi?» (Giacomo 2:1–4) La società odierna può essere definita “società dell’immagine”.  Quotidianamente i media influenzano giovani, adolescenti e adulti a conformarsi a modelli socio-culturali centrati sull’apparenza.  Tendenze, trend e mode spingono verso l’omologazione, facendo credere che per essere accettati si debbano rispettare canoni estetici e intellettuali.  E la Parola di Dio ci ricorda che anche in epoc...
Albania: Giovani Fiamme che Restano “ Quanto allo zelo non siate pigri; siate ferventi nello Spirito, servite il Signore; siate allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, provvedendo alle necessità dei santi, esercitando con premura l’ospitalità” Romani 12:11-13 Contesto storico e situazione delle chiese evangeliche in Albania Nel 1967 l’Albania fu dichiarata “stato ateo” e fino al 1990, anno in cui è terminata la dittatura comunista, era vietata qualsiasi forma di pratica religiosa.  Con la caduta del regime, l’Albania ha vissuto una rinascita religiosa e al suo interno convivono (non senza difficoltà) musulmani, ortodossi, cattolici.  La realtà delle chiese evangeliche in Albania è quindi relativamente giovane, essendosi sviluppata negli ultimi 30 anni, in un paese segnato da povertà economica , da una cultura fortemente famigliare e tradizionale, da forti contraddizioni e profonde ferite lasciate dal comunismo.  Molti dei cre...

Ragazzi, un futuro insieme a Dio

Ragazzi, un futuro insieme a Dio Essere giovani significa porsi domande esistenziali a cui spesso non si sa dare risposta. Significa cercare qualcosa di divertente e stimolante, essere “al passo coi tempi” e alla moda, fino al rischio di uniformarsi per paura di andare controcorrente.  Spesso il pensiero dominante è “vivere al meglio la giovinezza”, cioè inseguire proprio ciò che viene considerato sbagliato o sconsigliato. La giovinezza è il tempo delle passioni più forti e, purtroppo, tante volte si agisce senza riflettere:  non si pensa al futuro, non si considerano le conseguenze, e senza accorgersene si diventa schiavi dei desideri, dei piaceri del mondo e della volontà del nemico, che vuole far perdere alle anime la retta via. Eppure, Dio può usare potentemente un giovane: Timoteo era giovane, avrà affrontato battaglie e difficoltà come noi, ma ha scelto di seguire Cristo. Dio può formare un giovane e renderlo utile (l’esempio di Timoteo) A una domanda spontanea, “cos...

Riscoprire il Riposo in Dio: Quando la Notte Diventa la Tua Unica Libertà.

Riscoprire il Riposo in Dio : Quando la Notte Diventa la Tua Unica Libertà “Revenge Bedtime Procrastination” "Revenge Bedtime Procrastination" (in italiano: "procrastinazione del sonno per vendetta") è un termine che descrive il comportamento di rimandare volontariamente l'ora di andare a dormire, anche quando si è stanchi e si sa che il giorno dopo ci si deve svegliare presto.  Perché "per vendetta"? La parola "revenge" (vendetta) si riferisce al fatto che spesso questo comportamento è una forma di ribellione contro giornate percepite come troppo piene, stressanti o prive di tempo libero.  È come se inconsciamente dicessimo: "Durante il giorno non ho avuto tempo per me stesso, quindi mi prendo queste ore di notte, anche se so che mi farà male domani." E ci ritroviamo a: Guardare serie TV fino a tardi. Scrollare il telefono per ore nel letto. Giocare ai videogiochi o leggere, pur sapendo che si farà tardi. Fare una qualsiasi al...

Pastorato Femminile: Progresso o Disobbedienza?

Il grande emancipatore è stato proprio Cristo.  “Non c'è maschio e femmina, schiavo o libero…” Galati 3:28 Sempre più spesso, nell’ambito delle chiese protestanti, comprese quelle evangeliche, si dibatte sul tema del ministerio pastorale “femminile” ed alcune di queste (luterane, metodiste, battiste e valdesi), lo hanno introdotto adducendo motivazioni sociologiche ed antropologiche legate all’emancipazione femminile. Ecco che quindi, anche tra le chiese pentecostali d’oltreoceano, e anche in Italia, si incominciano a notare le telepredicatrici, o addirittura donne che svolgono un ministerio pastorale.  È indubbio che negli ultimi decenni il ruolo della donna nella società sia cambiato e che questo abbia avuto risvolti sia positivi che negativi, a volte svilendo la peculiarità dell’essere donna.  Ma la chiesa non ha bisogno di aggiornare i propri parametri in tema di uguaglianza dei sessi, in quanto la Parola di Dio ha sempre dato grande attenzione e dignità alle donne...

La Shoah | Nasce dal peccato dell’uomo, non dalla volontà di Dio

La Shoah rimane uno degli abissi più profondi nella storia dell’umanità.  Non è solo un evento del passato, ma una ferita viva che interpella il cuore dell’uomo davanti a Dio.  Davanti a questo sterminio non possiamo restare neutrali: ogni parola superficiale diventa inganno, ogni spiegazione riduttiva è falsa.  La Shoah non cerca giustificazioni, ma richiede memoria vigilante e discernimento spirituale.  È un grido che sfida la nostra coscienza e la nostra fede, chiedendoci di riconoscere la realtà del peccato e l’urgenza della santificazione. La Shoah nasce dal peccato dell’uomo, non dalla volontà di Dio Attribuire la Shoah a Dio significa travisare il Suo carattere: Egli è Dio della vita, non della morte.  La Shoah nasce dal cuore ribelle dell’uomo che rifiuta Dio e si pone al posto di Dio, arrogandosi il diritto di decidere chi deve vivere e chi morire.  È il peccato che si organizza, diventa ideologia e sistema.  La Scrittura ammonisce: «Io prov...