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La fragilità della natura umana

“O Eterno, fammi conoscere la mia fine e qual è la misura dei miei giorni. Fa’ che io sappia quanto sono fragile.” (Salmi‬ 39‬:4‬)‬‬ Viviamo in un’epoca che esalta la forza, la sicurezza, l’autonomia. Ma la Bibbia ci ricorda una verità spesso dimenticata: l’essere umano è fragile. Fragile nel corpo, nei pensieri, nei sentimenti, nelle scelte. Tuttavia, Dio ci sceglie, soprattutto nella nostra debolezza, per rivelare la Sua grazia. Dice il salmista: “Fa che io sappia quanto sono fragile…” Riconoscere la nostra fragilità ci aiuta a comprendere che senza la guida e la forza che deriva da Dio, non possiamo fare nulla.  Quando smettiamo di fuggirla e l’abbandoniamo a Lui, riscopriamo quanto siamo dipendenti da Dio, e quanto grande è il Suo amore verso chi si affida con cuore sincero. La fragilità: una realtà antica come l’uomo che ci ricorda chi siamo. La Bibbia ci presenta numerosi racconti di uomini e donne che riflettono le fragilità dell’essere umano di oggi e mostrano come Dio m...
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“Dall’orgoglio non viene che contesa, ma la sapienza è con chi dà retta ai consigli” (Proverbi 13:10)

Se ti dovessi chiedere: cosa ti rende orgoglioso? Potresti rispondermi di essere orgoglioso perché hai raggiunto i tuoi obiettivi, magari hai ottenuto il lavoro dei tuoi sogni, oppure più semplicemente sei orgoglioso della persona che sei perché hai sempre rispettato i tuoi principi morali ed etici. Quindi si può dire che l’orgoglio è un sentimento di stima verso sé stessi per ciò che si è o per ciò che si è fatto nella propria vita e che ci permette di camminare a testa alta. Ma quando l’orgoglio può diventare un’occasione di caduta? Oggi il mondo ci porta a pensare che da soli si sta meglio, che bisogna essere autosufficienti senza necessitare dell’aiuto di nessuno e che al primo posto deve esserci la propria persona.  Ma nonostante i buoni sentimenti che possono esserci dietro l’autostima, si rischia di elevare sé stessi al di sopra ogni altra cosa, non obbedendo più a leggi morali, etiche e spirituali ma obbedendo solo alla propria volontà di potenza fino a degenerare nella ...

Pastorato Femminile: Progresso o Disobbedienza?

Il grande emancipatore è stato proprio Cristo.  “Non c'è maschio e femmina, schiavo o libero…” Galati 3:28 Sempre più spesso, nell’ambito delle chiese protestanti, comprese quelle evangeliche, si dibatte sul tema del ministerio pastorale “femminile” ed alcune di queste (luterane, metodiste, battiste e valdesi), lo hanno introdotto adducendo motivazioni sociologiche ed antropologiche legate all’emancipazione femminile. Ecco che quindi, anche tra le chiese pentecostali d’oltreoceano, e anche in Italia, si incominciano a notare le telepredicatrici, o addirittura donne che svolgono un ministerio pastorale.  È indubbio che negli ultimi decenni il ruolo della donna nella società sia cambiato e che questo abbia avuto risvolti sia positivi che negativi, a volte svilendo la peculiarità dell’essere donna.  Ma la chiesa non ha bisogno di aggiornare i propri parametri in tema di uguaglianza dei sessi, in quanto la Parola di Dio ha sempre dato grande attenzione e dignità alle donne...

Oltre l’Ego: Il Cammino dell’Umiltà Cristiana

La parola umiltà deriva dal latino humilitas , connesso a humus, la terra: ciò che è saldo,  semplice, posto in basso.  Nella Scrittura, l’umiltà non è mai sinonimo di debolezza, ma è la  disposizione interiore che offre a Dio uno spazio in cui agire.  È l’atteggiamento di chi  riconosce la propria origine e il proprio sostegno nel Signore. Per questo, l’umiltà non  schiaccia né diminuisce: ci conforma a Cristo.  È il suolo fertile nel quale può germogliare  ogni autentica maturità spirituale per servire meglio Dio e gli altri. L’umiltà non è sminuirsi Essere umili non significa compatirsi o pensare di non essere all’altezza nell’opera  di Dio.  L’umiltà nasce dalla consapevolezza che siamo peccatori e che Cristo ci ha  liberati: è riconoscere che ogni nostra capacità e ogni nostro valore vengono da Lui.  Significa ricordare, alla luce della grazia, chi eravamo prima di incontrarlo e chi  siamo diventati grazie al suo s...

La tristezza che cambia la vita: comprenderla, ascoltarla e trasformarla.

"Poiché la tristezza secondo Dio produce un ravvedimento che porta alla salvezza e del quale non c’è mai da pentirsi, ma la tristezza del mondo produce la morte." -   2 Corinzi 7:10 La tristezza è un’emozione universale di sofferenza, spesso causata da perdite, delusioni o dolore.  È una risposta naturale a situazioni che ci toccano profondamente come la fine di un qualcosa a cui tenevamo particolarmente, un cambiamento difficile, la consapevolezza di avere dei limiti o percepire semplicemente stanchezza mentale.  Tutto ciò si manifesta con isolamento sociale, pianto, mancanza di energia, malinconia, sensazione di soffocamento, disturbi del sonno ecc. La tristezza è come un allarme che ci informa che qualcosa dentro di noi non va, e nella nostra mente il mondo perde i suoi colori, facendo spazio a pensieri sgradevoli che ci portano a stare ancora peggio.  Essa può essere di breve durata oppure, in alcuni casi, esprimersi in una forma prolungata che può essere un si...

La Shoah | Nasce dal peccato dell’uomo, non dalla volontà di Dio

La Shoah rimane uno degli abissi più profondi nella storia dell’umanità.  Non è solo un evento del passato, ma una ferita viva che interpella il cuore dell’uomo davanti a Dio.  Davanti a questo sterminio non possiamo restare neutrali: ogni parola superficiale diventa inganno, ogni spiegazione riduttiva è falsa.  La Shoah non cerca giustificazioni, ma richiede memoria vigilante e discernimento spirituale.  È un grido che sfida la nostra coscienza e la nostra fede, chiedendoci di riconoscere la realtà del peccato e l’urgenza della santificazione. La Shoah nasce dal peccato dell’uomo, non dalla volontà di Dio Attribuire la Shoah a Dio significa travisare il Suo carattere: Egli è Dio della vita, non della morte.  La Shoah nasce dal cuore ribelle dell’uomo che rifiuta Dio e si pone al posto di Dio, arrogandosi il diritto di decidere chi deve vivere e chi morire.  È il peccato che si organizza, diventa ideologia e sistema.  La Scrittura ammonisce: «Io prov...

Il manto della religiosità

Oggi nel mondo ci sono moltissime persone che si nascondono sotto il manto di una religiosità rispettabile.  Affermano di credere in ciò in cui credono tutti gli altri, né più né meno. Ma Gesù è venuto per chiamarci a una relazione sempre più profonda con Lui. È così facile scivolare in questo mantello di religiosità socialmente rispettabile.  Questo è un problema per tutti noi. Possiamo facilmente indossare questo mantello perché sappiamo qualcosa di Gesù.  Sappiamo recitare alcune verità bibliche. Possiamo mantenere l'apparenza esteriore e tuttavia essere estranei al suo potere di cambiare la vita. “… aventi l’apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza …” (2 Timoteo 3:5). Spogliati del manto della religiosità e rivesti il cuore di fede viva È una realtà che fa riflettere e che dobbiamo considerare attentamente.  Non tutti coloro che affermano di essere credenti lo sono davvero.   Gesù conclude il suo sermone sul monte con un invito chiariss...