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Inferno: paura o verità? Cosa dice davvero la Bibbia.

Inferno: paura o verità? Cosa dice davvero la Bibbia   Aprendo i Vangeli, scopriamo subito che Gesù non evita di parlare dell’Inferno.  Non lo descrive come una favola, né come una metafora poetica, ma come una realtà seria e concreta. L’Inferno come realtà concreta Dice, ad esempio, nel Vangelo secondo Matteo 25:46: “Questi se ne andranno a punizione eterna; ma i giusti a vita eterna”. Parole che non lasciano spazio a dubbi: c’è un destino separato dalla vita con Dio, una condizione di lontananza dalla Sua presenza che chiamiamo Inferno. Nel Vangelo secondo Marco 9:43 , Gesù parla di un luogo dove “… il fuoco è inestinguibile”, e lo fa in termini di serietà, quasi a dire che il pericolo non è da prendere alla leggera. Motivazione dell’Inferno: giustizia e libertà Ma perché esiste? A prima vista potrebbe sembrare un paradosso: Dio è amore, eppure l’Inferno esiste.  La Bibbia ci aiuta a capire che Dio è anche santo e giusto. “Poiché è giusto da parte di Dio rendere a quel...
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La pasqua ebraica: storia, simboli e celebrazione

La pasqua ebraica: storia, simboli e celebrazione La Pasqua ebraica , chiamata Pesach , è una delle feste più significative dell’Antico Testamento, istituita da Dio nel Libro dell'Esodo per ricordare la liberazione del popolo d’Israele dalla schiavitù in Egitto.  Essa aveva un valore profondo e reale per quel tempo, non solo come evento storico, ma come atto potente di salvezza divina. Gli elementi simbolici del Seder Nel racconto dell’Esodo, Dio stabilisce gli elementi fondamentali della Pasqua : l’agnello (seh) doveva essere sacrificato e il suo sangue posto sugli stipiti delle porte come segno di protezione;  il pane azzimo (matzah) ricorda la fretta con cui gli Israeliti lasciarono l’Egitto, senza avere il tempo di far lievitare il pane;  le erbe amare (maror) richiamavano la sofferenza della schiavitù. Nel tempo, durante la cena del Seder, sono stati introdotti dalla tradizione ebraica altri elementi, come il charoset, una miscela dolce, richiama la malta utilizzat...

La fragilità della natura umana

“O Eterno, fammi conoscere la mia fine e qual è la misura dei miei giorni. Fa’ che io sappia quanto sono fragile.” (Salmi‬ 39‬:4‬)‬‬ Viviamo in un’epoca che esalta la forza, la sicurezza, l’autonomia. Ma la Bibbia ci ricorda una verità spesso dimenticata: l’essere umano è fragile. Fragile nel corpo, nei pensieri, nei sentimenti, nelle scelte. Tuttavia, Dio ci sceglie, soprattutto nella nostra debolezza, per rivelare la Sua grazia. Dice il salmista: “Fa che io sappia quanto sono fragile…” Riconoscere la nostra fragilità ci aiuta a comprendere che senza la guida e la forza che deriva da Dio, non possiamo fare nulla.  Quando smettiamo di fuggirla e l’abbandoniamo a Lui, riscopriamo quanto siamo dipendenti da Dio, e quanto grande è il Suo amore verso chi si affida con cuore sincero. La fragilità: una realtà antica come l’uomo che ci ricorda chi siamo. La Bibbia ci presenta numerosi racconti di uomini e donne che riflettono le fragilità dell’essere umano di oggi e mostrano come Dio m...

“Dall’orgoglio non viene che contesa, ma la sapienza è con chi dà retta ai consigli” (Proverbi 13:10)

Se ti dovessi chiedere: cosa ti rende orgoglioso? Potresti rispondermi di essere orgoglioso perché hai raggiunto i tuoi obiettivi, magari hai ottenuto il lavoro dei tuoi sogni, oppure più semplicemente sei orgoglioso della persona che sei perché hai sempre rispettato i tuoi principi morali ed etici. Quindi si può dire che l’orgoglio è un sentimento di stima verso sé stessi per ciò che si è o per ciò che si è fatto nella propria vita e che ci permette di camminare a testa alta. Ma quando l’orgoglio può diventare un’occasione di caduta? Oggi il mondo ci porta a pensare che da soli si sta meglio, che bisogna essere autosufficienti senza necessitare dell’aiuto di nessuno e che al primo posto deve esserci la propria persona.  Ma nonostante i buoni sentimenti che possono esserci dietro l’autostima, si rischia di elevare sé stessi al di sopra ogni altra cosa, non obbedendo più a leggi morali, etiche e spirituali ma obbedendo solo alla propria volontà di potenza fino a degenerare nella ...

Pastorato Femminile: Progresso o Disobbedienza?

Il grande emancipatore è stato proprio Cristo.  “Non c'è maschio e femmina, schiavo o libero…” Galati 3:28 Sempre più spesso, nell’ambito delle chiese protestanti, comprese quelle evangeliche, si dibatte sul tema del ministerio pastorale “femminile” ed alcune di queste (luterane, metodiste, battiste e valdesi), lo hanno introdotto adducendo motivazioni sociologiche ed antropologiche legate all’emancipazione femminile. Ecco che quindi, anche tra le chiese pentecostali d’oltreoceano, e anche in Italia, si incominciano a notare le telepredicatrici, o addirittura donne che svolgono un ministerio pastorale.  È indubbio che negli ultimi decenni il ruolo della donna nella società sia cambiato e che questo abbia avuto risvolti sia positivi che negativi, a volte svilendo la peculiarità dell’essere donna.  Ma la chiesa non ha bisogno di aggiornare i propri parametri in tema di uguaglianza dei sessi, in quanto la Parola di Dio ha sempre dato grande attenzione e dignità alle donne...

Oltre l’Ego: Il Cammino dell’Umiltà Cristiana

La parola umiltà deriva dal latino humilitas , connesso a humus, la terra: ciò che è saldo,  semplice, posto in basso.  Nella Scrittura, l’umiltà non è mai sinonimo di debolezza, ma è la  disposizione interiore che offre a Dio uno spazio in cui agire.  È l’atteggiamento di chi  riconosce la propria origine e il proprio sostegno nel Signore. Per questo, l’umiltà non  schiaccia né diminuisce: ci conforma a Cristo.  È il suolo fertile nel quale può germogliare  ogni autentica maturità spirituale per servire meglio Dio e gli altri. L’umiltà non è sminuirsi Essere umili non significa compatirsi o pensare di non essere all’altezza nell’opera  di Dio.  L’umiltà nasce dalla consapevolezza che siamo peccatori e che Cristo ci ha  liberati: è riconoscere che ogni nostra capacità e ogni nostro valore vengono da Lui.  Significa ricordare, alla luce della grazia, chi eravamo prima di incontrarlo e chi  siamo diventati grazie al suo s...

La tristezza che cambia la vita: comprenderla, ascoltarla e trasformarla.

"Poiché la tristezza secondo Dio produce un ravvedimento che porta alla salvezza e del quale non c’è mai da pentirsi, ma la tristezza del mondo produce la morte." -   2 Corinzi 7:10 La tristezza è un’emozione universale di sofferenza, spesso causata da perdite, delusioni o dolore.  È una risposta naturale a situazioni che ci toccano profondamente come la fine di un qualcosa a cui tenevamo particolarmente, un cambiamento difficile, la consapevolezza di avere dei limiti o percepire semplicemente stanchezza mentale.  Tutto ciò si manifesta con isolamento sociale, pianto, mancanza di energia, malinconia, sensazione di soffocamento, disturbi del sonno ecc. La tristezza è come un allarme che ci informa che qualcosa dentro di noi non va, e nella nostra mente il mondo perde i suoi colori, facendo spazio a pensieri sgradevoli che ci portano a stare ancora peggio.  Essa può essere di breve durata oppure, in alcuni casi, esprimersi in una forma prolungata che può essere un si...