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Ragazzi, un futuro insieme a Dio

Ragazzi, un futuro insieme a Dio Essere giovani significa porsi domande esistenziali a cui spesso non si sa dare risposta. Significa cercare qualcosa di divertente e stimolante, essere “al passo coi tempi” e alla moda, fino al rischio di uniformarsi per paura di andare controcorrente.  Spesso il pensiero dominante è “vivere al meglio la giovinezza”, cioè inseguire proprio ciò che viene considerato sbagliato o sconsigliato. La giovinezza è il tempo delle passioni più forti e, purtroppo, tante volte si agisce senza riflettere:  non si pensa al futuro, non si considerano le conseguenze, e senza accorgersene si diventa schiavi dei desideri, dei piaceri del mondo e della volontà del nemico, che vuole far perdere alle anime la retta via. Eppure, Dio può usare potentemente un giovane: Timoteo era giovane, avrà affrontato battaglie e difficoltà come noi, ma ha scelto di seguire Cristo. Dio può formare un giovane e renderlo utile (l’esempio di Timoteo) A una domanda spontanea, “cos...
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Riscoprire il Riposo in Dio: Quando la Notte Diventa la Tua Unica Libertà.

Riscoprire il Riposo in Dio : Quando la Notte Diventa la Tua Unica Libertà “Revenge Bedtime Procrastination” "Revenge Bedtime Procrastination" (in italiano: "procrastinazione del sonno per vendetta") è un termine che descrive il comportamento di rimandare volontariamente l'ora di andare a dormire, anche quando si è stanchi e si sa che il giorno dopo ci si deve svegliare presto.  Perché "per vendetta"? La parola "revenge" (vendetta) si riferisce al fatto che spesso questo comportamento è una forma di ribellione contro giornate percepite come troppo piene, stressanti o prive di tempo libero.  È come se inconsciamente dicessimo: "Durante il giorno non ho avuto tempo per me stesso, quindi mi prendo queste ore di notte, anche se so che mi farà male domani." E ci ritroviamo a: Guardare serie TV fino a tardi. Scrollare il telefono per ore nel letto. Giocare ai videogiochi o leggere, pur sapendo che si farà tardi. Fare una qualsiasi al...

Il paradiso è reale. Non è un mito, è una promessa.

Il paradiso è reale. Non è un mito, è una promessa Aprendo la Bibbia, scopriamo che il Paradiso non è prima di tutto un luogo spettacolare, ma una realtà relazionale, un incontro definitivo con Dio. Essere con Cristo Sul Golgota, Gesù, crocifisso tra due ladroni, dice a uno di loro: “Oggi tu sarai con me in paradiso ”.   Non descrive giardini o troni dorati: dice semplicemente “con me”.  È qui, nella presenza viva di Cristo, che il Paradiso trova il suo cuore. Più tardi, Paolo scriverà ai Filippesi 1:23 che desidera “… partire e essere con Cristo … ”; mentre nella prima lettera ai Tessalonicesi 4:17 egli scrive: “… poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore”.   Il Paradiso, quindi, non è una fuga dalla realtà o un premio da conquistare: è essere con Colui che ci ama, ed è reale. Grazia e vita trasformata Ma come ci si arriva?  La Bibbia è chiara: per gra...

Inferno: paura o verità? Cosa dice davvero la Bibbia.

Inferno: paura o verità? Cosa dice davvero la Bibbia   Aprendo i Vangeli, scopriamo subito che Gesù non evita di parlare dell’Inferno.  Non lo descrive come una favola, né come una metafora poetica, ma come una realtà seria e concreta. L’Inferno come realtà concreta Dice, ad esempio, nel Vangelo secondo Matteo 25:46: “Questi se ne andranno a punizione eterna; ma i giusti a vita eterna”. Parole che non lasciano spazio a dubbi: c’è un destino separato dalla vita con Dio, una condizione di lontananza dalla Sua presenza che chiamiamo Inferno. Nel Vangelo secondo Marco 9:43 , Gesù parla di un luogo dove “… il fuoco è inestinguibile”, e lo fa in termini di serietà, quasi a dire che il pericolo non è da prendere alla leggera. Motivazione dell’Inferno: giustizia e libertà Ma perché esiste? A prima vista potrebbe sembrare un paradosso: Dio è amore, eppure l’Inferno esiste.  La Bibbia ci aiuta a capire che Dio è anche santo e giusto. “Poiché è giusto da parte di Dio rendere a quel...

La pasqua ebraica: storia, simboli e celebrazione

La pasqua ebraica: storia, simboli e celebrazione La Pasqua ebraica , chiamata Pesach , è una delle feste più significative dell’Antico Testamento, istituita da Dio nel Libro dell'Esodo per ricordare la liberazione del popolo d’Israele dalla schiavitù in Egitto.  Essa aveva un valore profondo e reale per quel tempo, non solo come evento storico, ma come atto potente di salvezza divina. Gli elementi simbolici del Seder Nel racconto dell’Esodo, Dio stabilisce gli elementi fondamentali della Pasqua : l’agnello (seh) doveva essere sacrificato e il suo sangue posto sugli stipiti delle porte come segno di protezione;  il pane azzimo (matzah) ricorda la fretta con cui gli Israeliti lasciarono l’Egitto, senza avere il tempo di far lievitare il pane;  le erbe amare (maror) richiamavano la sofferenza della schiavitù. Nel tempo, durante la cena del Seder, sono stati introdotti dalla tradizione ebraica altri elementi, come il charoset, una miscela dolce, richiama la malta utilizzat...

La fragilità della natura umana

“O Eterno, fammi conoscere la mia fine e qual è la misura dei miei giorni. Fa’ che io sappia quanto sono fragile.” (Salmi‬ 39‬:4‬)‬‬ Viviamo in un’epoca che esalta la forza, la sicurezza, l’autonomia. Ma la Bibbia ci ricorda una verità spesso dimenticata: l’essere umano è fragile. Fragile nel corpo, nei pensieri, nei sentimenti, nelle scelte. Tuttavia, Dio ci sceglie, soprattutto nella nostra debolezza, per rivelare la Sua grazia. Dice il salmista: “Fa che io sappia quanto sono fragile…” Riconoscere la nostra fragilità ci aiuta a comprendere che senza la guida e la forza che deriva da Dio, non possiamo fare nulla.  Quando smettiamo di fuggirla e l’abbandoniamo a Lui, riscopriamo quanto siamo dipendenti da Dio, e quanto grande è il Suo amore verso chi si affida con cuore sincero. La fragilità: una realtà antica come l’uomo che ci ricorda chi siamo. La Bibbia ci presenta numerosi racconti di uomini e donne che riflettono le fragilità dell’essere umano di oggi e mostrano come Dio m...

“Dall’orgoglio non viene che contesa, ma la sapienza è con chi dà retta ai consigli” (Proverbi 13:10)

Se ti dovessi chiedere: cosa ti rende orgoglioso? Potresti rispondermi di essere orgoglioso perché hai raggiunto i tuoi obiettivi, magari hai ottenuto il lavoro dei tuoi sogni, oppure più semplicemente sei orgoglioso della persona che sei perché hai sempre rispettato i tuoi principi morali ed etici. Quindi si può dire che l’orgoglio è un sentimento di stima verso sé stessi per ciò che si è o per ciò che si è fatto nella propria vita e che ci permette di camminare a testa alta. Ma quando l’orgoglio può diventare un’occasione di caduta? Oggi il mondo ci porta a pensare che da soli si sta meglio, che bisogna essere autosufficienti senza necessitare dell’aiuto di nessuno e che al primo posto deve esserci la propria persona.  Ma nonostante i buoni sentimenti che possono esserci dietro l’autostima, si rischia di elevare sé stessi al di sopra ogni altra cosa, non obbedendo più a leggi morali, etiche e spirituali ma obbedendo solo alla propria volontà di potenza fino a degenerare nella ...