La Shoah rimane uno degli abissi più profondi nella storia dell’umanità. Non è solo un evento del passato, ma una ferita viva che interpella il cuore dell’uomo davanti a Dio. Davanti a questo sterminio non possiamo restare neutrali: ogni parola superficiale diventa inganno, ogni spiegazione riduttiva è falsa. La Shoah non cerca giustificazioni, ma richiede memoria vigilante e discernimento spirituale. È un grido che sfida la nostra coscienza e la nostra fede, chiedendoci di riconoscere la realtà del peccato e l’urgenza della santificazione. La Shoah nasce dal peccato dell’uomo, non dalla volontà di Dio Attribuire la Shoah a Dio significa travisare il Suo carattere: Egli è Dio della vita, non della morte. La Shoah nasce dal cuore ribelle dell’uomo che rifiuta Dio e si pone al posto di Dio, arrogandosi il diritto di decidere chi deve vivere e chi morire. È il peccato che si organizza, diventa ideologia e sistema. La Scrittura ammonisce: «Io prov...
Oggi nel mondo ci sono moltissime persone che si nascondono sotto il manto di una religiosità rispettabile. Affermano di credere in ciò in cui credono tutti gli altri, né più né meno. Ma Gesù è venuto per chiamarci a una relazione sempre più profonda con Lui. È così facile scivolare in questo mantello di religiosità socialmente rispettabile. Questo è un problema per tutti noi. Possiamo facilmente indossare questo mantello perché sappiamo qualcosa di Gesù. Sappiamo recitare alcune verità bibliche. Possiamo mantenere l'apparenza esteriore e tuttavia essere estranei al suo potere di cambiare la vita. “… aventi l’apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza …” (2 Timoteo 3:5). Spogliati del manto della religiosità e rivesti il cuore di fede viva È una realtà che fa riflettere e che dobbiamo considerare attentamente. Non tutti coloro che affermano di essere credenti lo sono davvero. Gesù conclude il suo sermone sul monte con un invito chiariss...