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Pastorato Femminile: Progresso o Disobbedienza?

Il grande emancipatore è stato proprio Cristo.  “Non c'è maschio e femmina, schiavo o libero…” Galati 3:28 Sempre più spesso, nell’ambito delle chiese protestanti, comprese quelle evangeliche, si dibatte sul tema del ministerio pastorale “femminile” ed alcune di queste (luterane, metodiste, battiste e valdesi), lo hanno introdotto adducendo motivazioni sociologiche ed antropologiche legate all’emancipazione femminile. Ecco che quindi, anche tra le chiese pentecostali d’oltreoceano, e anche in Italia, si incominciano a notare le telepredicatrici, o addirittura donne che svolgono un ministerio pastorale.  È indubbio che negli ultimi decenni il ruolo della donna nella società sia cambiato e che questo abbia avuto risvolti sia positivi che negativi, a volte svilendo la peculiarità dell’essere donna.  Ma la chiesa non ha bisogno di aggiornare i propri parametri in tema di uguaglianza dei sessi, in quanto la Parola di Dio ha sempre dato grande attenzione e dignità alle donne...
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Oltre l’Ego: Il Cammino dell’Umiltà Cristiana

La parola umiltà deriva dal latino humilitas , connesso a humus, la terra: ciò che è saldo,  semplice, posto in basso.  Nella Scrittura, l’umiltà non è mai sinonimo di debolezza, ma è la  disposizione interiore che offre a Dio uno spazio in cui agire.  È l’atteggiamento di chi  riconosce la propria origine e il proprio sostegno nel Signore. Per questo, l’umiltà non  schiaccia né diminuisce: ci conforma a Cristo.  È il suolo fertile nel quale può germogliare  ogni autentica maturità spirituale per servire meglio Dio e gli altri. L’umiltà non è sminuirsi Essere umili non significa compatirsi o pensare di non essere all’altezza nell’opera  di Dio.  L’umiltà nasce dalla consapevolezza che siamo peccatori e che Cristo ci ha  liberati: è riconoscere che ogni nostra capacità e ogni nostro valore vengono da Lui.  Significa ricordare, alla luce della grazia, chi eravamo prima di incontrarlo e chi  siamo diventati grazie al suo s...

La tristezza che cambia la vita: comprenderla, ascoltarla e trasformarla.

"Poiché la tristezza secondo Dio produce un ravvedimento che porta alla salvezza e del quale non c’è mai da pentirsi, ma la tristezza del mondo produce la morte." -   2 Corinzi 7:10 La tristezza è un’emozione universale di sofferenza, spesso causata da perdite, delusioni o dolore.  È una risposta naturale a situazioni che ci toccano profondamente come la fine di un qualcosa a cui tenevamo particolarmente, un cambiamento difficile, la consapevolezza di avere dei limiti o percepire semplicemente stanchezza mentale.  Tutto ciò si manifesta con isolamento sociale, pianto, mancanza di energia, malinconia, sensazione di soffocamento, disturbi del sonno ecc. La tristezza è come un allarme che ci informa che qualcosa dentro di noi non va, e nella nostra mente il mondo perde i suoi colori, facendo spazio a pensieri sgradevoli che ci portano a stare ancora peggio.  Essa può essere di breve durata oppure, in alcuni casi, esprimersi in una forma prolungata che può essere un si...

La Shoah | Nasce dal peccato dell’uomo, non dalla volontà di Dio

La Shoah rimane uno degli abissi più profondi nella storia dell’umanità.  Non è solo un evento del passato, ma una ferita viva che interpella il cuore dell’uomo davanti a Dio.  Davanti a questo sterminio non possiamo restare neutrali: ogni parola superficiale diventa inganno, ogni spiegazione riduttiva è falsa.  La Shoah non cerca giustificazioni, ma richiede memoria vigilante e discernimento spirituale.  È un grido che sfida la nostra coscienza e la nostra fede, chiedendoci di riconoscere la realtà del peccato e l’urgenza della santificazione. La Shoah nasce dal peccato dell’uomo, non dalla volontà di Dio Attribuire la Shoah a Dio significa travisare il Suo carattere: Egli è Dio della vita, non della morte.  La Shoah nasce dal cuore ribelle dell’uomo che rifiuta Dio e si pone al posto di Dio, arrogandosi il diritto di decidere chi deve vivere e chi morire.  È il peccato che si organizza, diventa ideologia e sistema.  La Scrittura ammonisce: «Io prov...

Il manto della religiosità

Oggi nel mondo ci sono moltissime persone che si nascondono sotto il manto di una religiosità rispettabile.  Affermano di credere in ciò in cui credono tutti gli altri, né più né meno. Ma Gesù è venuto per chiamarci a una relazione sempre più profonda con Lui. È così facile scivolare in questo mantello di religiosità socialmente rispettabile.  Questo è un problema per tutti noi. Possiamo facilmente indossare questo mantello perché sappiamo qualcosa di Gesù.  Sappiamo recitare alcune verità bibliche. Possiamo mantenere l'apparenza esteriore e tuttavia essere estranei al suo potere di cambiare la vita. “… aventi l’apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza …” (2 Timoteo 3:5). Spogliati del manto della religiosità e rivesti il cuore di fede viva È una realtà che fa riflettere e che dobbiamo considerare attentamente.  Non tutti coloro che affermano di essere credenti lo sono davvero.   Gesù conclude il suo sermone sul monte con un invito chiariss...

La preghiera che trasforma: quando la fede rinnova il cervello e il cuore

Secondo una recente ricerca nel campo della neuroscienza effettuata presso l’Università di Aarhus (Danimarca), la preghiera ha molteplici effetti sull’attività del nostro cervello, essa attiva la corteccia prefrontale tra cui le aree che svolgono un ruolo profondo nel sostenere la valutazione riflessiva del pensiero |  Fonte: “The neural correlates of religious experience“ . Si è scoperto che le persone che praticavano la preghiera con fede in modo costante tendevano ad essere più sane di quelle che la praticavano come mero veicolo per conseguire benefici fisiologici e fisici. Non si tratta solo di un conforto spirituale: la preghiera influenza anche le aree cerebrali associate allo stress e alla paura, riducendo la loro attività. La preghiera cristiana vs mindfulness La preghiera non è da confondere con la mindfulness, una modalità di prestare attenzione, momento per momento, nell'hic et nunc («qui ed ora»), sul momento presente, in modo intenzionale e non giudicante, al fine di...

Truth Bias vs. Lie Bias – Tra verità e menzogna

Viviamo in un tempo in cui le relazioni sono spesso complicate e fragili. A volte ci fidiamo  troppo facilmente, altre volte ci chiudiamo nel sospetto e nella paura di essere ingannati. Eppure, come cristiani, siamo chiamati a essere “luce del mondo” e a dire la verità con amore  (Efesini 4:15). Questo significa imparare a guardare gli altri con cuore puro e mente saggia,  sapendo che la fiducia non è ingenuità e il discernimento non è diffidenza.  Dove ci troviamo,  noi, in questo cammino tra fiducia e verità? Fiducia che Attrae, Sospetto che Isola: Viviamo in un mondo dove la diffidenza è all’ordine del giorno e la fiducia è un dono raro, ma  con del potenziale, poiché quando scegliamo di fidarci, creiamo ponti, apriamo spazi di  incontro e rendiamo possibile la comunione vera.  Al contrario, il sospetto ci chiude, ci isola e  alimenta muri invisibili che separano i cuori.  Nella vita di ogni giorno, tra colleghi, amici o  com...