Secondo una recente ricerca nel campo della neuroscienza effettuata presso l’Università di Aarhus (Danimarca), la preghiera ha molteplici effetti sull’attività del nostro cervello, essa attiva la corteccia prefrontale tra cui le aree che svolgono un ruolo profondo nel sostenere la valutazione riflessiva del pensiero | Fonte: “The neural correlates of religious experience“ . Si è scoperto che le persone che praticavano la preghiera con fede in modo costante tendevano ad essere più sane di quelle che la praticavano come mero veicolo per conseguire benefici fisiologici e fisici. Non si tratta solo di un conforto spirituale: la preghiera influenza anche le aree cerebrali associate allo stress e alla paura, riducendo la loro attività. La preghiera cristiana vs mindfulness La preghiera non è da confondere con la mindfulness, una modalità di prestare attenzione, momento per momento, nell'hic et nunc («qui ed ora»), sul momento presente, in modo intenzionale e non giudicante, al fine di...
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