Ogni lingua confesserà che Gesù Cristo è Signore e ogni ginocchio si piegherà davanti a lui” Filippesi 2:10-11
La Lingua dei Segni Italiana (LIS) non è semplicemente un mezzo di comunicazione: è una lingua dell’anima, un dono che parla con le mani ma arriva diritto al cuore.
Ha la sua grammatica e la sua sintassi, ma soprattutto possiede un cuore visivo, capace di trasformare il silenzio in vita.
Personalmente, come sorella in Cristo e interprete di lingua dei segni, ho avuto il privilegio in varie occasioni di tradurre il Vangelo per persone sorde che, per la prima volta, potevano ascoltare e comprendere la Parola di Dio nella loro lingua.
In quei momenti, ogni segno diventava luce che illuminava il cuore, ogni movimento diventava voce che parlava allo spirito, e ciò che sembrava silenzioso e distante diventava un incontro vivo con Dio.
Insomma, la LIS non trasmette solo parole: trasmette vita, emozione e presenza di Dio.
Essere parte di questo dono significa vedere la grazia di Dio prendere forma davanti ai miei occhi, sentirne la presenza, toccare i cuori, e comprendere quanto viva e potente possa essere la Parola quando raggiunge direttamente lo spirito di chi l’accoglie.
La LIS rivela la sua potenza in più modi mostrando come possa trasformare la comunicazione, la fede e la comunità. Guardiamone tre fondamentali:
1. La LIS come dono comunicativo e culturale:
È una lingua autentica, pienamente visiva, con regole proprie e una bellezza che non si limita a ripetere l’italiano parlato.
È un linguaggio che offre partecipazione reale, che fa sentire la persona sorda non ospite, ma parte viva della comunità.
Quando la comunità cristiana accoglie la LIS, non sta soltanto imparando dei segni: sta imparando a guardare con gli occhi di Dio.
2. La LIS a servizio dell’evangelizzazione e dell’inclusione:
Ho avuto il privilegio di vedere con i miei occhi la forza di una predicazione in LIS, di un culto evangelico reso davvero accessibile, di una preghiera che non viene solo tradotta con le mani ma trasmessa con il cuore.
Per i fratelli e le sorelle sorde non si tratta semplicemente di essere inclusi; è il riconoscimento che appartengono pienamente al corpo di Cristo.
Ogni culto, ogni incontro di preghiera, ogni canto interpretato in LIS diventa un momento di vera comunione, un luogo dove le barriere linguistiche e silenziose svaniscono e resta solo l’adorazione condivisa, lo stesso Spirito che unisce tutti noi nel lodare Dio.
Vedere la gioia negli occhi di chi può comprendere e sentire il Vangelo nella propria lingua è un’esperienza che tocca l’anima e rafforza la mia fede ogni volta che ne sono partecipe.
3. La LIS come strumento di lode e testimonianza:
Ho visto mani alzarsi in segni di adorazione, ho visto canti come Amazing Grace (Stupenda Grazia) e How Great Thou Art (Quanto è grande il Signore), per citarne alcuni, trasformarsi in onde di luce.
Ho visto la Parola di Dio prendere forma in fumetti e video evangelisti. Ogni segno è una preghiera che sale al cielo.
La LIS non è solo un mezzo, ma un dono che diventa lode, un linguaggio che glorifica Dio con una bellezza unica.
La LIS è un ponte reale e necessario attraverso cui la comunità cristiana può manifestare la gloria di Dio e valorizzare ogni persona al di là delle barriere, al di là delle apparenze.
È la prova che l’amore di Cristo non ha limiti né confini e che il Vangelo, quando raggiunge il cuore nella lingua che esso comprende, diventa davvero buona notizia per tutti.
È di vitale importanza che nelle chiese ci sia almeno un interprete pronto ad accogliere una persona sorda.
Non si tratta solo di inclusione: è un atto di fedeltà alla chiamata evangelica perché ogni individuo abbia la possibilità di ascoltare e comprendere il messaggio di salvezza.
Ogni culto, ogni predicazione, ogni canto è un’occasione preziosa per far arrivare la Parola di Dio direttamente al cuore di chi ascolta, e questo è urgente, soprattutto considerando che il ritorno del Signore è vicino.
Come ci ricorda la Scrittura:
Ogni lingua confesserà che Gesù Cristo è Signore e ogni ginocchio si piegherà davanti a lui” Filippesi 2:10-11
Avere interpreti in ogni chiesa significa permettere a tutti di piegarsi davanti al Signore, di lodarlo con tutto il cuore, e di sperimentare la potenza dello Spirito Santo.
È vedere la Parola prendere vita, toccare le anime e trasformare vite. Non è solo tradurre: è portare Dio vicino, mano nella mano, a chi lo cerca con tutta l’anima.
L’emozione e la bellezza della LIS in un turno di campeggio:
Articolo scritto da: Rosa Cotroneo
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